Sostegno alla genitorialità
Il sostegno alla genitorialità è un percorso psicologico rivolto alla coppia genitoriale, finalizzato a migliorare la comprensione del comportamento del proprio figlio, rafforzare le competenze educative e ristabilire il benessere del sistema familiare. Offre uno spazio di confronto in cui osservare le dinamiche familiari, comprendere i bisogni del bambino o dell’adolescente e trovare strategie efficaci e personalizzate per affrontare le difficoltà quotidiane. È particolarmente indicato in presenza di comportamenti oppositivi, impulsività, difficoltà nella regolazione emotiva o diagnosi di disturbi del neurosviluppo (come ADHD, DOP, disturbi dello spettro autistico).
“Essere genitori è il mestiere più difficile del mondo. Quando il carico educativo diventa fonte di tensioni, uno spazio di confronto e ascolto reciproco aiuta a ritrovare l’armonia familiare.”
Come funziona il sostegno alla genitorialità
Il percorso si articola in incontri a cadenza bisettimanale della durata di 50 minuti, in cui sono presenti entrambi i genitori (o caregivers). All’interno di uno spazio accogliente, rispettoso e privo di giudizio, viene offerta la possibilità di esplorare i vissuti emotivi che la relazione genitoriale attiva, osservare le proprie reazioni e costruire una maggiore consapevolezza del proprio modo di essere genitori. Non vengono proposti consigli educativi preconfezionati, ma si lavora insieme per comprendere i bisogni di tutti gli attori coinvolti – genitori e figli – valorizzando le risorse presenti e promuovendo una relazione più autentica e rispettosa.
A chi è rivolto il sostegno alla genitorialità?
Il servizio di sostegno alla genitorialità è rivolto a genitori:
che faticano nella gestione quotidiana, tra senso di inadeguatezza, stanchezza e difficoltà nel porre limiti;
che sono disorientati dai cambiamenti emotivi e dalle difficoltà comunicative dovuti alla fase adolescenziale del proprio figlio;
che ricevono segnalazioni dalla scuola o da altri adulti di riferimento riguardo a disagi del figlio;
che vivono momenti di cambiamento o eventi critici che incidono sull’equilibrio familiare;
con una storia personale complessa, che temono di riproporre modelli educativi disfunzionali.
che desiderano confrontarsi tra loro, per trovare un modo condiviso e coerente di stare accanto ai figli.

